Museo C. Leone - Vercelli

 

Anfore e sarcofagi

del cortile

(3)

 

 

Museo C. Leone. Cortile di casa Alciati

 

 

SARCOFAGI (3)
 

10 - Sarcofago di Q. CAECILIUS EPITUNCHANUS.

Iscrizione: V (ivus) f (ecit) / C. Caecilius / Epitunchanus.

Sarcofago in granito ritrovato secondo il Bruzza nelle fondamenta del Duomo, da dove passò dapprima al cortile dell'episcopio utilizzato come vasca, uso al quale si deve il foro nella parte frontale. Conservato al Museo Lapidario, pervenne al Museo Leone. Compare nell'iscrizione il gentilizio Caecilius, uno dei nomina più diffusi nella Cisalpina e riscontrabile su altre iscrizioni funerarie vercellesi.

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11 - Sarcofago di un magistrato municipale.

Iscrizione: C. Erennius C. f. Ani (ensis) Amintas / Medirnianus e(ques) R(omanus) ---- IIII vir/ [---] N [---]

Ritrovato, secondo il Bruzza, negli scavi per la riedificazione del Duomo, tra il 1703 e il 1717, pervenne al Museo Leone dopo varie collocazioni. L'iscrizione è fortemente abrasa e la sua decifrazione è affidta alla lettura del Bruzza stesso, che lo vide in condizioni migliori. Essa riporta il gentilizio Erennius, diffusissimo in Cisalpina, la tribù Aniensis, alla quale appartenevano i Vercellesi, il cognomen grecanico Amintas, lo stato di Eques romanus e la carica di quattuorviro. Nell'iscrizione compariva anche il secondo cognome del proprietario del sarcofago, l'inconsueto Medirianus.

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12 - Sarcofago di C. SENTIUS PORTENSIS.

Iscrizione: C. Sentii Portensis / [qui] vi [xit] ann(is) XXIII / mens(ibus) III die(bus) VIII

Proveniente, secondo il Bruzza, dagli scavi del Duomo della fine del XVIII secolo, dopo vari riutilizzi come vasca è pervenuto al Museo Lapidario e quindi al Museo Leone. Riporta il gentilizio Sentius sconosciuto nell'area piemontese ma diffusissimo in Lombardia. E' riportato inoltre, come uso frequente, il periodo di vita el defunto in anni, mesi e giorni.

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13 - Sarcofago anepigrafe.

In granito e privo di iscrizione, di questo sarcofago non si conosce il luogo di ritrovamento. Sembrerebbe da identificare per le dimensioni con quello già presente al Lapidario e inserito nel catalogo al n. 214. Potrebbe essere inoltre uno dei due presenti a fine secolo scorso presso il cortile della Collegiata di Santhià e acquistati dal Comune di Vercelli per il Lapidario.

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19 - Sarcofago di Q. OCTAVIUS HERACLIDES.

Iscrizione: Q. Octavius / Heraclides / sexvir iun(ior) et Aug(ustalis)

Secondo padre Bruzza fu ritrovato nel 1570, durante i lavori al Duomo; pervenuto, dopo numerosi riutilizzi, al Museo Leone. Riporta il gentilizio Octavius e il cognomes grecanico Heraclides, la cui condizione era quella di uomo libero, come si deduce dalla frase sexvir iunior. E' poi riportata la carica sevirale e l'augustalità.

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20 - Sarcofago di AURELIA CAMPANA.

Iscrizione: Aureliae Campanae / co-n-iug(i) incompara- / bili, Aurelius / Eutychianus

Sarcofago in granito ritrovato in un campo nel territorio di Cavaglià. Dopo il riutilizzo come abbeveratoio è pervenuto al Museo Lapidario e quindi al Leone. Riporta il nomen proprio della defunta oltre al gentilizio Campanae ed al cognomen grecanico Eutychianus, assai diffuso in occidente.

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21 - Sarcofago di TAIA CASTICIA.

Iscrizione: Taiae Casticiae / C. Antonius / Kaninianus coniugi / karisimae

Sarcofago di granito, ritrovato nelle fondamenta della chiesa di S. Emiliano a Cigliano. Dal cortile municipale del paese pervenne al Museo Lapidario e quindi al Leone. Riporta il nome proprio Taiae, il cognomen Casticiae e il cognomen del coniuge.

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23 - Sarcofago di CAELIA MARCIANA.

Iscrizione: M (e)[m (oriae) / Cae [li] ae Ma / rcian [ae Ae] mi / lius [H] e [r] m [oge] / nes coniugi cariss (imae)

Sarcofago in granito di provenienza incerta e veduto nel cortile dell'ex albergo Tre Re nell'attuale via Galileo Ferraris. Acquistato dal Municipio e utilizzato come abbeveratoio pervenne, grazie al Bruzza, al Museo Lapidario e poi al Museo Leone. Riporta i gentilizi Aurelius e Caelius, assai diffusi in Cisalpina, così come il cognomen Marcianus. Nell'iscrizione è ricordato anche il coniuge dal cognomen grecanico Hermogenes.

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24 - Sarcofago di una ERENNIA (?).

Iscrizione: [---]cia Erennia / [---]ae Erenniae / [---Val]eriano fr / [---------] / [----ob [---]us ma / tri santissimae [---]

Sarcofago in granito visto dal Bruzza nei pressi della chiesa di S. Genuario, riutilizzato come vasca e approdato al Museo Leone. Il testo risulta molto abraso e illeggibile. Unica certezza è il cognomen gentilizio Erennius, diffusissimo in Cisalpina. Esso è riportato anche su di un altro sarcofago conservato al Leone.

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25 - Sarcofago di SABINA CIVIS.

Iscrizione: Sabinae / [---?] Civis [---?]

Sarcofago in granito ritrovato nel 1875 in casa Rusticelli. Utilizzato poi come abbeveratoio alla cascina Stella, pervenuto quindi al Lapidario e poi al Museo Leone. Riporta il nomen Sabinae ed il cognomen Civis, attestato in area comasca.

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38 - Sarcofago di MARCIA (?).

Iscrizione: M (e) m (oriae) / Marciae / [---]

Sarcofago in granito che risulta chiuso con il suo coperchio originale. Proveniente, secondo il Bruzza, dagli scavi del Duomo. Utilizzato come vasca per l'olio in un albergo cittadino pervenne poi al Lapidario e al Museo Leone. Del testo, che doveva svolgersi su cinque righe, poco rimane e il Bruzza che lo vide in condizioni migliori alla metà del secolo scorso leggeva il nomen Marciae, così come il Viale negli anni '30, che pure pensò di vedere la formula coniugi carissimae all'ultima riga dell'iscrizione.

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39 - Frammento del sarcofago di Q. LOUSIUS PERENNIS.

Iscrizione: Q. Lousius Perennis et maternus p (---) a(---) d(---)

Ritrovamento nel 1870 in scavi al Duomo di Vercelli, pervenne al Museo Lapidario e quindi al Leone. Questo frammento appartiene probabilmente alla fronte o al coperchio di un sarcofago tagliato al fine di riutilizzarne una parte come sostegno di uno dei pilastri della Cattedrale. Riporta il gentilizio Lousius, diffuso in area cisalpina e attestato anche a Vercelli e il cognomen Perennis. Da notare anche la dicitura "et maternus" che apparterrebbe ad una seconda persona legata al proprietario del sarcofago. E' incomprensibile la sigla finale P.A.D., che potrebbe essere comunque una formula funebre abbreviata.

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40 - Coperchio di sarcofago.

In granito e ornato da quattro acroteri agli angoli, di esso non si conoscono né il luogo di ritrovamento né in quali circostanze sia pervenuto al Museo.

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41 - Fronte di sarcofago.

Iscrizione: D (is) [ M (anibus)] / --------/ [---] us / [---ma] tr [i] dul [ci] ssimae

Parte di sarcofago in granito mal conservato e con foro dovuto quasi certamente all'utilizzo come abbeveratoio. Visto dal Bruzza nel territorio di Stroppiana, pervenne al Museo Leone dopo varie vicissitudini. Il testo, molto abraso, è stato interpretato come Iunius dal Bruzza e come Lucretius dal Viale. L'ultima riga dell'iscrizione riporta un probabile matri dulcissimae, mentre compare nella prima riga la usuale formula abbreviata della dedica agli Dei mani.

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42 - Sarcofago di ANICETUS SEVERINUS (?).

Iscrizione: A [---] I [--] revi / [---] Severini / Marevia Chr [--] s [--] is / [pa] tri pientissimo / t (estamento) p (oni) [ i (ussit)]

Sarcofago in granito assai consumato di provenienza incerta. Lo vide il Bruzza utilizzato in una cascina come abbeveratoio. Trasportato al Museo Lapidario pervenne poi al Leone. L'iscrizione riporta il gentilizio Merevius, inserito abbastanza inusualmente tra due cognomina: Anicetus e Severinus, attestato in Vercelli in una epigrafe perduta. Chiude una formula usuale abbreviata: testamento poni iussit.

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43 - Sarcofago di M. CORNELIUS.

Iscrizione: A [---] I [--] revi / [---] Severini / Marevia Chr [--] s [--] is / [pa] tri pientissimo / t (estamento) p (oni) [ i (ussit)]

Sarcofago di granito, ritrovato secodo il Bruzza che lo vide in casa Avondo, negli scavi del Duomo. Di lì passò al Lapidario, quindi al Leone. Il testo probabilmente si componeva di quattro linee ed é oggi illeggibile. Vi lesse il Bruzza a metà del secolo scorso Corneli. Presente anche l'usuale formula abbreviata D. M. dedicatoria agli Dei Mani.

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44 - Sarcofago di SULLA NEPOTIANA.

Iscrizione: Sullae A. f. Nepotianae / Aulus Gaius Verus / coniugi karissimae

Sarcofago di granito visto dal Bruzza nella casa di un canonico, proviene probabilmente dagli scavi fatti in Duomo. Il foro nel lato ne attesterebbe l'utilizzo come vasca. Venne trasportato al Museo Lapidario e di lì al Leone. L'iscrizione riporta i cognomen: Sulla e Nepotiana. Compare anche l'identità del marito della defunta: Aulus Gaius Verus.

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